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Decreto 24 febbraio 2016, n. 88 Regolamento concernente i requisiti del curatore dei rifiuti posti sotto sequestro.

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Regolamento concernente i requisiti del curatore dei rifiuti posti sotto sequestro nelle aree portuali e aeroportuali ai sensi dell’articolo 259 o dell’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

(GU n.122 del 26-5-2016)

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Visto il Regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 relativo alle spedizioni dei rifiuti;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante: «Norme in materia ambientale, e successive modifiche, e, in particolare, gli articoli 212, relativo all’Albo gestori ambientali, 259 e 260 in materia di traffico illecito di rifiuti»;
Visto l’articolo 9, commi 3-septies e 3-octies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante: «Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento», convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44;

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SISTRI – Decreto 78/2016 – Nuovo regolamento ma…

Nel precedente articolo vi avevamo anticipato che avremmo dato una lettura più attenta al nuovo regolamento SISTRI per scoprire quali fossero le novità annidate tra le righe. In questo articolo affrontiamo i punti principali del regolamento che a breve entrerà in vigore.

Il SISTRI torna ancora una volta a far parlare di sé e lo fa con il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 78 del 30 Marzo 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio 2016 n.120 .

Si attendeva da tanto l’arrivo di questo nuovo regolamento che avrebbe dovuto mettere ordine alla confusione che regna sovrana intorno al sistema informatico della tracciabilità dei rifiuti il cui fine, ricordiamo, è quello di contrastare i traffici illeciti dei rifiuti.

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Uno contro uno ed uno contro zero occasioni mancate per migliorare la gestione dei RAEE

Per gli appassionati della materia e per chi si è trovato coinvolto dalle maglie di una normativa, che avrebbe voluto semplificare la gestione dei RAEE e l’ha invece resa più complessa, confusionaria e di fatto poco applicabile (e poco applicata), sarà interessante sapere che è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale un decreto già sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente e che dovrebbe disciplinare l’Uno contro zero, già introdotto nel D.Lgs. 49/2014 e che dopo due anni riceve finalmente un po’ di attenzione.
Per quanti voi hanno letto il D.Lgs. 49/2014 ricorderanno che la pratica dell’Uno contro Zero era stato introdotta senza troppe spiegazioni e che in Italia sono in pochi i distributori che lo applicano, pur essendone obbligati.
Cos’è l’Uno contro Zero? E’ il ritiro gratuito da parte dei distributori di AEE dei RAEE conferiti dagli utilizzatori finali senza che vi sia l’obbligo di acquisto di una nuova apparecchiatura.
Ambiente & Rifiuti ha studiato per voi lo schema del decreto, quella che dovrebbe essere l’ultima versione, ed ancora una volta purtroppo ha constatato  come il Ministero dell’Ambiente continui a perdere occasioni utili per migliorare seriamente la raccolta dei RAEE su tutto il territorio italiano.
Nonostante la filosofia alla base di questi decreti sia nobile, la loro applicazione appare invece confusionaria ed onerosa per chi dovrebbe applicarla.
Nel corso di questo articolo andremo ad analizzare punto per punto ogni singolo articolo del decreto evidenziandone pro e contro e le criticità che ne deriverebbero se il decreto venisse pubblicato senza alcune correzioni che riteniamo essenziali.
Il decreto in pubblicazione introduce alcune novità, ma per gli aspetti tecnici si rifà semplicemente alle specifiche del D.M. 65 del 8 Marzo 2010 che era già di per sé un decreto ricco di falle, che non ha ricevuto la giusta attenzione dopo la sua pubblicazione (sono ormai passati 6 anni) e che ha lasciato in balia delle onde i distributori di AEE (almeno quelli piccoli e medi che rappresentano il vero tessuto della distribuzione italiana).

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COLLEGATO AMBIENTALE – Legge 28 dicembre 2015, n. 221

Legge 28 dicembre 2015, n. 221.

Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. G.U. 18 gennaio 2016, n. 13.

Tra le disposizioni di interesse, si segnala

l’art. 13 – Sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas (zuccheri da biomasse non alimentari, i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali), che, in ogni caso, fa salve le disposizioni del TUA. Quindi, il residuo deve essere preliminarmente qualificato come sottoprodotto secondo i canoni della normativa ambientale.

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Spingere il riciclaggio dei RAEE ha i suoi vantaggi

Dopo una prolungata assenza sull’argomento, oggi torniamo a parlare di RAEE.

Viviamo in un mondo tecnologico, fatto di dispositivi elettronici che ci aiutano in ogni fase della giornata ed in ogni attività. Ipotizzare di vivere senza l’ausilio di questi dispositivi è ovviamente un’utopia, ne siamo assuefatti.

Affinché il nostro idillio tecnologico sia duraturo nel tempo però è necessario che tutte le materie prime per la produzione di nuovi dispositivi siano sempre disponibili ed a prezzi accessibili.

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